DONNE AL LAVORO

La Grande guerra entrò con prepotenza nella vita di milioni di persone e la trasformò radicalmente.Uomini e donne, in modo diverso ma in misura altrettanto estesa, furono costretti a modificare ritmi e contesti di vita, talvolta addirittura a ridefinire la propria identità in ragione dei nuovi ruoli che la guerra li chiamò a ricoprire. L’occhio della macchina fotografica indaga con curiosità le varie strategie di adattamento allo spazio e al tempo di guerra, offrendo ricca testimonianza di quella straordinaria quotidianità.

Le donne fotografate in tempo di guerra rompono molti degli schemi tradizionali della rappresentazione del “femminile”. Alle consuete immagini di “angeli del focolare”, ai ritratti di ambientazione familiare e domestica, si aggiungono le molte figure di donne al lavoro, che nell’emergenza generata dal conflitto collaborano con gli uomini, o addirittura si sostituiscono agli uomini richiamati alle armi.

Nella nostra piccola galleria di immagini spiccano per la loro dirompenza rispetto agli ordinari confini di genere le operaie: in primis, le lavoratrici delle fabbriche meccaniche e siderurgiche come quelle di armi, donne che si appropriano di competenze e gesti fino ad allora esclusivamente maschili, come le saldatrici del reparto bombe delle Officine di Savigliano; ma anche in altri settori produttivi una nuova coscienza di sé porta le donne, letteralmente, a “portare i pantaloni”, come si nota nella foto di gruppo della GFT di san Damiano d’Asti.

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Escluse dalla guerra combattuta, molte donne maggiormente fedeli ai loro compiti tradizionali trovano il modo di “fare la guerra” prestando la loro opera vicino al fronte e partecipando in maniera più esposta alle sofferenze degli uomini. È il caso delle crocerossine – si noti lo sguardo diretto e volitivo delle due giovani dell’esempio qui riprodotto, dal Museo centrale del Risorgimento di Roma –, ma anche delle tante contadine delle zone di guerra che si impegnarono nella costruzione di baraccamenti e rifugi o come “portatrici” di vettovaglie, munizioni o altro materiale alle prime linee.

GUARDA QUESTA VIDEO TESTIMONIANZA DI UNA “PORTATRICE CARNICA”

Le fotografie qui sopra sono parte delle collezioni del Museo centrale del Risorgimento di Roma e delle collezioni dell’Archivio di Stato di Torino.

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