gennaio - aprile 2016: MONOGRAFICO N. 10
"IL CINEMA E LA GUERRA IN EUROPA"
NUMERO DUE "PROPAGANDA E RAPPRESENTAZIONE"

Racconti

La carta, veicolo di idee e sentimenti nella Grande Guerra

Nel centenario della Prima Guerra Mondiale, Comieco attraverso un compendio illustrato ripercorre le varie forme in cui gli scritti diventano supporto fondamentale nella ricrescita dello Stato italiano. Filo conduttore tra generazioni, usata durante i conflitti bellici per scrivere missive dal fronte, imballare alimenti o per avvicinarsi alla fede, la carta mantiene inalterato nel tempo il suo ruolo strategico di unione tra popolazioni.

 

NUMERO DIECI "IL CINEMA IN EUROPA"

Uomini.Donne

LA RAPPRESENTAZIONE DELLE ATROCITÀ NEMICHE

Potenza o atrocità? Se da una lato i documentari sull’industria e  sui nuovi ritrovati bellici celebrano la forza della propria nazione di riferimento, dall’altro la rappresentazione dei danni e della rovina operati dagli attacchi indiscriminati del nemico puntano a spingere il pubblico all’indignazione, ritraendo l’avversario come appartenente ad una civiltà “barbara” che all’evoluzione tecnologica non ha fatto corrispondere un analogo sviluppo della sensibilità umana e sociale.

NUMERO DIECI "IL CINEMA IN EUROPA"

Uomini.Donne

IL FRONTE DELLE DONNE

La rappresentazione femminile nel cinema europeo della prima guerra mondiale oscilla tra arcaismo e modernità. La fiction non sembra avere dubbi: mogli e madri fedeli e devote, questa è la parte che la guerra riserva alle donne. Contemporaneamente, però, nei cinegiornali sempre più spesso compaiono donne al lavoro nella logistica dell’esercito e come crocerossine. Il quesito sotteso ma inespresso è: questi due modelli possono convivere?

NUMERO DIECI "IL CINEMA IN EUROPA"

Uomini.Donne

SOLDATI DELL’IMPERO (UNIONE DI RAZZE)

Le colonie extrauropee contribuirono in maniera determinante alla ricchezza e allo sviluppo industriale dell’Europa prebellica. In tempo di guerra, il contributo comprese anche la costituzione di corpi militari coloniali, composti da soldati provenienti da diverse parti del mondo che combattevano per una  “patria” che non era la loro.  Nei paesi con gli imperi coloniali più vasti, la presenza nelle file del proprio esercito di soldati dalle abitudini, dalla provenienza e dalla pelle diversa, fu tematizzata dal cinema di propaganda in maniera ancora una volta ambivalente, tesa all’integrazione patriottica ma anche al riconoscimento di una diversità considerata irriducibile e naturale.

NUMERO SETTE "IL CINEMA"

Mondo nuovo

L’EUROPA VISTA DAGLI AMERICANI

Gli Stati Uniti all’epoca del primo conflitto mondiale erano un paese economicamente in ascesa: entrati relativamente tardi in guerra, rifornirono e sostennero economicamente le popolazioni dei paesi europei alleati, preparando così il terreno alla loro futura ledership mondiale. Naturalmente il cinema si fece carico di rappresentare questo sostegno.

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Questa non è la solita storia è una testata registrata presso il tribunale di Milano, 365 del 19 Novembre 2013 - ISSN 2283-9879.
Direttore responsabile: Giovanni De Luna.

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